
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE
Tra gli obiettivi del Cammino sinodale un posto speciale è occupato dall’attenzione agli organismi di partecipazione e corresponsabilità. Nell’orizzonte dell’ecclesiologia di comunione del Concilio Vaticano II il cammino sinodale non intende semplicemente cambiare qualche regola, ma cercare di immettere uno stile sinodale e missionario perché tutta la comunità credente si senta protagonista della natura e della missione della Chiesa.
Unitamente alla proposta di Regolamento questi focus contenuti nel vademecum possono servire come spunti per un cammino formativo e per organizzare – se non è possibile costituire formalmente il Consiglio pastorale – il gruppo di collaboratori intorno al parroco.
- Il C.Pa.P. promuove, programma, coordina e verifica tutta l'attività riguardante la vita e la missione della Parrocchia. Inoltre, nella convinzione che la parrocchia non esaurisce in toto la vita e l’esperienza di fede di una comunità il Consiglio Pastorale non va pensato e strutturato come un organismo statico e chiuso, ma agile e osmotico nei confronti del territorio in cui insiste la parrocchia.
- Il C.Pa.P rende il suo servizio alla comunità parrocchiale attraverso la partecipazione e la corresponsabilità, nell’ascolto attento del Signore che guida la sua Chiesa, interpretando i segni dei tempi alla luce della fede. Lasciandosi guidare dalla luce dello Spirito Santo, programma e propone alla comunità parrocchiale le risposte adeguate e tempestive alle concrete situazioni ecclesiali e sociali, ma soprattutto immette nella comunità parrocchiale una processualità pastorale che va oltre la contingenza e i tradizionali ambiti pastorali al fine di far maturare un costante atteggiamento missionario ed evangelizzatore.
- La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione: tutte queste esperienze devono essere adeguatamente rappresentate e legate al Consiglio Pastorale Parrocchiale anche in forma non stabile.
- Il C.Pa.P. è chiamato a promuovere e incoraggiare la formazione dei suoi membri e della comunità parrocchiale nel suo complesso – oltre alle specificità di gruppi e movimenti ecclesiali - perché sia sempre tenuta presente l’urgenza e l’impegno dell’evangelizzazione. Unitamente al progetto formativo diocesano il C.Pa.P. ne acquisisce gli obiettivi e i metodi e cerca di incarnarlo nella realtà parrocchiale.
In pratica…
- I membri organici abbiano compiuto i 16 anni di età e siano cresimati. I membri organici o stabili siano in numero adeguato tale da garantire agilità, rappresentatività e maturità nella fede dei componenti. Si tenga conto della presenza di gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali nella composizione organica del Consiglio come pure dei Comitati festa (dove questi siano costituiti in ordine a festeggiamenti religiosi e civili) e alle Confraternite. Il cammino di costituzione del Consiglio sia graduale, rispettoso dei ritmi pastorali e della maturazione di fede della comunità, si tenga conto delle esperienze maturate in precedenza (qualora ci sia stato un cambio del parroco), accolga tutte le sensibilità ma senza perdere di vista la volontà di essere protagonisti e corresponsabili con il parroco della vita della parrocchia.
- Alle sedute del Consiglio sia dato un congruo spazio e tempo alla preghiera e alla meditazione della Parola di Dio anche con riflessioni su cui si possa meditare comunitariamente. Il Consiglio Pastorale può essere organizzato in commissioni-laboratoriali stabili o temporanei. In entrambi i casi si cerchi di aggiungere in forma di cooptazione o per competenze e rappresentatività singoli, espressioni della società civile, del mondo della cultura, del lavoro e dell’economia,… Insomma la Parrocchia deve cercare di guardare alla realtà con occhi aperti e accoglienti. Le commissioni-laboratori stabili è bene che non corrispondano ad ambiti pastorali estremamente separati (ad es. gruppo catechesi, liturgia, carità, ecc…) , ma tengano conto dell’unitarietà e della sinergia della pastorale. Sulla falsariga del Consiglio Pastorale Diocesano le commissioni potrebbero fare riferimento ai documenti magisteriali di papa Francesco oppure – come sperimentato in alcune parrocchie – ai documenti del Concilio Vaticano II… In ogni modo è bene che la comunità parrocchiale col suo parroco abbia idea della progettualità a lungo termine della parrocchia e su questo costituisca le commissioni-laboratorio che hanno vita propria a prescindere dalle sedute ufficiali del CPaP (almeno 3 all’anno e almeno un ritiro spirituale all’anno).
Questa modalità fa sì che oltre alla vita ordinaria e alle scelte quotidiane ci sia un’attenzione alla processualità della vita parrocchiale in ordine alla costante conversione missionaria della stessa. La Parrocchia, come ci ricorda papa Francesco, non è un’entità astratta e cristallizzata, ma è immersa nella storia e nel divenire della vita concreta degli uomini e delle donne che si sentono parte della comunità credente, ma anche di chi è ad essa indifferente, lontana o occasionale.
Le commissioni-laboratorio temporanee fanno riferimento a problematiche pastorali particolari e proiettane nel breve-medio termine (questioni legate alla pietà popolare, alla catechesi, a scelte liturgiche,…) su cui la comunità – col suo parroco – avverte l’esigenza di interpellare la comunità e approfondire il problema per giungere ad una soluzione condivisa e orientata dal sensus fidelium. Questo presuppone che il principio autoritativo e solitario del ministero del parroco in una parrocchia sia urgentemente rivisto e valutato dentro il mistero di comunione e corresponsabilità della Chiesa.
- Dove ci sono le Unità pastorali è opportuno che, gradualmente, si giunga ad un unico Consiglio Pastorale.
Importante è il riferimento alla Forania per cui si abbia cura di accogliere e valutare le indicazioni pastorali che vengono da quella realtà territoriale e, ovviamente, dalla Diocesi. Ogni parrocchia nomini almeno un componente che entri nel Consiglio Pastorale Foraniale che abbia cura, dal canto suo, di mettere a fuoco situazioni e problematiche pastorali che vanno oltre le singole parrocchie (non solo regolamentare la vita ecclesiale e liturgica, ma attenzionare ambienti di vita e criticità che rientrano nel territorio foraniale). Le riunioni foraniali permettano, quindi, la partecipazione del laicato e di quanti possono essere utili alla discussione e al discernimento pastorale.
- Il C.Pa.P. – unitamente alle indicazioni Diocesane e Foraniali – sia luogo di formazione permanente del clero e del laicato. Il C.Pa.P. è chiamato a promuovere e incoraggiare la formazione dei suoi membri e della comunità parrocchiale nel suo complesso – oltre alle specificità di gruppi e movimenti ecclesiali - perché sia sempre tenuta presente l’urgenza e l’impegno dell’evangelizzazione. Unitamente al progetto formativo diocesano il C.Pa.P. ne acquisisce gli obiettivi e i metodi e cerca di incarnarlo nella realtà parrocchiale dopo averne opportunamente discusso in sede foraniale.
STATUTO
Art. 1 - Costituzione e natura
È costituito nella Parrocchia di ………………………………………………………………..
il Consiglio Pastorale Parrocchiale a norma del Codice di Diritto Canonico (can. 536).
Il CPaP ha il suo fondamento teologico-ecclesiologico nel Battesimo, per il quale i fedeli, “resi partecipi nel loro modo proprio dell’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, sono chiamati ad attuare, secondo la condizione giuridica propria di ciascuno, la missione che Dio affida alla Chiesa da compiere nel mondo” (can. 204).
Art. 2 - Finalità
Compito prioritario e preminente del C.Pa.P è la manifestazione della comunione e la formazione alla comunione di tutti i membri della Parrocchia; in primo luogo degli stessi membri del CPP.
Il CPP promuove, programma, coordina e verifica tutta l'attività riguardante la vita e la missione della Parrocchia. Inoltre, nella convinzione che la parrocchia non esaurisce in toto la vita e l’esperienza di fede di una comunità il Consiglio Pastorale non va pensato e strutturato con un organismo statico e chiuso, ma agile e osmotico nei confronti del territorio in cui insiste la parrocchia.
Art. 3 - Carattere comunionale
Il C.Pa.P rende il suo servizio alla comunità parrocchiale attraverso la partecipazione e la corresponsabilità, nell’ascolto attento del Signore che guida la sua Chiesa, interpretando i segni dei tempi alla luce della fede. Lasciandosi guidare dalla luce dello Spirito Santo, programma e propone alla comunità parrocchiale le risposte adeguate e tempestive alle concrete situazioni ecclesiali e sociali.
Il CPa.P. fa costantemente riferimento ai principi dottrinali e pastorali della Chiesa universale, della Conferenza Episcopale Italiana e, soprattutto, della Diocesi osservando le norme del Diritto Canonico e nel rispetto delle disposizioni e indicazioni diocesane.
Il C.Pa.P. è legato – come anche la parrocchia – alla Forania per cui abbia cura di accogliere e valutare le indicazioni pastorali che vengono da quella realtà territoriale. Nei casi delle Unità Pastorali è bene avere un unico C.Pa.P.
Art. 4 - Carattere rappresentativo e Missionario
In quanto “segno e strumento della comunione ecclesiale”, il CPP ha carattere rappresentativo. Esso esprime l'intera comunità parrocchiale. Ciascun membro, anche rappresentante di particolari realtà ecclesiali, è chiamato a guardare alla vita della comunità nel suo insieme; così ogni soggetto particolare diventa un dono per l'edificazione dell'unica comunità.
Stia in contatto con le famiglie e con la vita del popolo e non diventi una struttura prolissa separata dalla gente o un gruppo di eletti che guardano a se stessi. La parrocchia è presenza ecclesiale nel territorio, ambito dell’ascolto della Parola, della crescita della vita cristiana, del dialogo, dell’annuncio, della carità generosa, dell’adorazione e della celebrazione: tutte queste esperienze devono essere adeguatamente rappresentate e legate al Consiglio Pastorale Parrocchiale anche in forma non stabile.
Art. 5 – Carattere formativo
Il C.Pa.P. è chiamato a promuovere e incoraggiare la formazione dei suoi membri e della comunità parrocchiale nel suo complesso – oltre alle specificità di gruppi e movimenti ecclesiali - perché sia sempre tenuta presente l’urgenza e l’impegno dell’evangelizzazione. Unitamente al progetto formativo diocesano il C.Pa.P. ne acquisisce gli obiettivi e i metodi e cerca di incarnarlo nella realtà parrocchiale.
Art. 5 - Membri
Il CPP è formato da membri di diritto, membri eletti dalla comunità, membri cooptati e membri nominati dal Parroco.
- Membri di diritto: il Parroco, i sacerdoti collaboratori, i diaconi, i ministri ordinati, i rappresentanti delle comunità religiose maschili e femminili e delle altre associazioni presenti in Parrocchia.
- Membri eletti dalla comunità: possono essere eletti tutti i membri della comunità parrocchiale che abbiano compiuto i 16 anni e impegnati nella vita cristiana ed ecclesiale.
Gli elettori sceglieranno da un elenco di eleggibili predisposto in precedenza.
- Membri nominati: persone che il Parroco ritiene particolarmente rappresentative e competenti e che non sono già state elette dalla comunità.
Il numero dei membri non eletti non dovrà superare il numero dei membri eletti dalla comunità parrocchiale.
Non siano ammesse persone iscritte a partiti politici o impegnate in civiche amministrazioni o candidati alle medesime.
Art. 6 - Religiosi e aggregazioni laicali
Le comunità religiose maschili e femminili, le associazioni, i gruppi e i movimenti ecclesiali presenti in Parrocchia designano il proprio rappresentante in Consiglio Pastorale d’accordo con il Parroco.
Art. 7 - Durata
Il CPP dura in carica 5 anni. Tutti i membri possono essere eletti per un massimo di due mandati.
Art. 8 - Organi
Sono organi del CPP:
- l’Assemblea del Consiglio Pastorale
- il Consiglio di Presidenza
- le Commissioni-Laboratorio.
Art. 9 - Assemblea
L’Assemblea del Consiglio si prende cura di tutta la pastorale parrocchiale, cioè di tutto ciò che concerne la vita e l’attività della comunità.
In particolare sarà suo compito tracciare un piano organico della vita della comunità all’inizio dell’anno pastorale secondo le indicazioni del piano pastorale diocesano e provvedere che i programmi delle singole realtà pastorali concordino con il programma parrocchiale.
Art. 10 - Consiglio di Presidenza
Il Consiglio di Presidenza è formato dal Parroco-Presidente, da tre consiglieri designati dall’Assemblea e dal Segretario. Tra i consiglieri uno viene scelto come Vice-Presidente con l’incarico di moderatore delle Assemblee. Se una Parrocchia ha il Vicario Parrocchiale, questi sia - di diritto - il Vice-Presidente del CPP.
Il Consiglio di Presidenza ha il compito di coadiuvare il Parroco-Presidente nel predisporre l'ordine del giorno, di convocare l’Assemblea, di dare attuazione alle direttive emerse dall’Assemblea stessa, di coordinare i lavori delle eventuali Commissioni.
Art. 11 - Presidente
Il Parroco presiede alla comunità parrocchiale nella carità a nome del Vescovo e in comunione con il presbiterio diocesano. Egli pertanto è Presidente del Consiglio Pastorale. In forza del ministero presbiterale egli è chiamato a promuovere e sostenere i carismi e i ministeri della comunità, a favorirne la comunione per un cammino pastorale comune, a garantire la comunione con le altre Parrocchie della Forania, con la Diocesi e con la Chiesa universale.
Art. 12 – Commissioni-laboratorio
Le Commissioni si formano tra i membri dell’Assemblea. Non corrispondono ai gruppi di servizio rappresentativi, ma piuttosto fanno riferimento a tematiche pastorali su cui la comunità, sia nell’anno pastorale sia in un tempo più lungo, intende ascoltare, discernere, formare e inviare la parrocchia.
Art. 13 - Segretario
Il Segretario del Consiglio Pastorale può essere scelto dal Presidente o eletto dal Consiglio di Presidenza; di norma viene scelto tra i membri dell’Assemblea. Egli ha il compito di curare quanto serve alla convocazione e alla celebrazione delle Assemblee, di stendere il verbale delle riunioni.
Art. 14 - Convocazioni
Il CPP è convocato dal Parroco o per suo incarico dal Vice-Presidente; esso si riunisce all’inizio dell’anno pastorale (settembre) per la programmazione e alla fine (giugno) per la verifica pastorale. Può essere convocato, tuttavia, ogni qualvolta se ne ravvisi l'opportunità.
Durante l’anno le commissioni-laboratorio possono riunirsi per continuare nel tempo la processualità pastorale attraverso soprattutto l’osmosi con il territorio coinvolgendo singoli, gruppi, associazioni, esponenti del mondo dell’economia, della cultura, del lavoro, …
Art. 16 - Presenze
I membri del CPP si faranno dovere d'essere presenti a tutti gli incontri; in caso di impedimento dovranno avvertire il Segretario o il Parroco per giustificare l'assenza. L’assenza immotivata a tre incontri consecutivi fa decadere l’interessato.
Art. 17 - Sostituzioni
Un membro eletto dimissionario o decaduto è sostituito dal primo dei non eletti. I rappresentanti delle comunità religiose e delle aggregazioni laicali ecclesiali sono sostituiti dai propri responsabili, previo accordo con il Parroco.
Art. 18 - Cessazione
In caso di dimissioni o decadenza contemporanea della maggioranza dei membri, il Parroco indice nuove elezioni. In caso di cambiamento del Parroco il CPP decade in attesa di decisioni del nuovo Parroco.
Art. 19 - Scadenza
Approssimandosi il termine del mandato il Consiglio di presidenza predispone quanto necessario per l’elezione del nuovo Consiglio.
Art. 20 - Documentazione
Di ogni riunione è redatto il verbale, firmato dal Parroco e dal Segretario; esso sarà letto all’inizio della successiva riunione. I verbali saranno poi raccolti in apposito registro e conservati nell'archivio parrocchiale. È doveroso informare ogni volta la comunità parrocchiale dei lavori e degli orientamenti del Consiglio Pastorale.
Art. 21 - Regolamento
Ciascuna Parrocchia si atterrà al regolamento, allegato al presente statuto, per la costituzione del Consiglio Pastorale, per la celebrazione delle Assemblee ed altre particolarità.
REGOLAMENTO
Elezioni
Art. 1 - Tutte le persone di ambo i sessi, che abbiano almeno 16 anni, battezzate e cresimate, facenti parte della comunità parrocchiale, sono elettori e sono anche eleggibili.
Art. 2 - Il Consiglio di Presidenza indice le elezioni per la designazione dei membri elettivi del Consiglio almeno tre mesi prima della scadenza del quinquennio, fissandone i tempi e le modalità della consultazione, tenute presenti le esigenze della Comunità parrocchiale.
Art. 3 - Gli elettori sceglieranno da un elenco di eleggibili precedentemente predisposto. Le elezioni non avvengano durante l’Eucaristia, né in chiesa.
Art. 4 - Al candidato eletto che rinuncia subentra il candidato non eletto che ha ottenuto maggior numero di preferenze. In caso di dimissioni o di mancata partecipazione all’attività del Consiglio, il consigliere che cessa dall’incarico è sostituito dal primo candidato non eletto.
Art. 5 - La convocazione del Consiglio sia fatta in conformità con quanto stabilisce il n. 14 dello Statuto.
Art. 6 - La discussione in Consiglio viene moderata da membri incaricati dal Consiglio di presidenza. In apertura di riunione viene data lettura del verbale della riunione precedente. I consiglieri possono chiedere rettifiche e chiarimenti, dopo di che il verbale viene approvato per alzata di mano.
Ogni argomento viene presentato dal relatore incaricato, che in merito ha steso uno schema inviato in precedenza ai consiglieri assieme all’o.d.g.
Esaurita la relazione i membri chiedono la parola per alzata di mano.
Art. 7 - Esaurita la discussione, i consiglieri passano alla votazione su chiari quesiti attinenti all'argomento, formulati dal relatore d’intesa con la presidenza.
La maggioranza richiesta per la votazione è quella semplice. È in facoltà del presidente o del suo delegato chiedere votazione con maggioranza qualificata al fine di salvaguardare la comunione ecclesiale.
La votazione ha luogo per alzata di mano. Solo le votazioni riguardanti le persone avvengono per scrutinio segreto.
Commissioni
Art. 9 - Ciascuna Commissione elegge nel suo interno un moderatore e un segretario, scelti tra i membri del Consiglio.
Art. 10 - Le proposte formulate dalle commissioni sono comunicate al Comitato di Presidenza e successivamente illustrate al consiglio dal rispettivo moderatore.
Modifiche
Art. 11- Il presente regolamento può essere modificato o integrato su richiesta di almeno un terzo dei membri del Consiglio e con parere favorevole della maggioranza (metà più uno).
Attuale composizione
Presidente: Don Roberto Piemonte.
